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Saturday, May 26, 2018

Giornalista – pellegrino sul Cammino e la Francigena. “E’ una palestra di vita”


Il giornalista Alessandro Bocchi ha percorso il Cammino di Santiago e poi la Francigena, da Siena a Roma."L'esperienza da pellegrino mi ha cambiato la vita"

Alessandro Bocchi, 43 anni, laureato in filosofia, vive e lavora come giornalista Bocchiin provincia di Torino. E' impegnato attivamente nel sociale con la Uildm, (Unione italiana per la lotta alla distrofia muscolare), ama lo sport, la lettura e da due anni ha scoperto la passione per il cammino, quello lento come ci tiene a precisare. Ha percorso il Cammino di Santiago, la Via Francigena con l'obiettivo di "Valorizzare e fare conoscere la Via Francigena”.

L'intervista

Hai incominciato a camminare due anni fa. Quale è il tuo bilancio?
L'esperienza da pellegrino mi ha cambiato la vita. Il cammino, che sia di Santiago, la via Francigena, o qualunque altro, è un'esperienza che ognuno di noi dovrebbe fare.
Quali sono le emozioni che si vivono percorrendo un cammino?
Il Cammino è una palestra di vita. Camminare per lunghi tratti da solo ti porta a riflettere. Incontrare pellegrini provenienti da ogni parte del mondo, passare con loro parte della tua giornata, ti insegna quanto nella vita sia importante il valore della condivisione.
Ricordi qualche momento difficile vissuto durante il cammino?
Verso Santiago, in particolare, ci sono stati dei momenti di difficoltà. Certo, per affrontare 25-30 chilometri al giorno, la preparazione fisica deve rappresentare una base importante, ma quella mentale e psicologica non può essere da meno. Proprio a Santiago mi sono reso conto di ciò. Ho sperimentato sulla mia pelle che i pellegrini sono come una grande famiglia. Se qualcuno è in difficoltà ce n'è un altro che lo aiuta, senza se e senza ma. Questo è davvero magnifico.
Che consigli daresti a chi si accinge a fare un cammino?
Ci sono diversi modi di affrontare il cammino. Ognuno di noi può avere una motivazione diversa. Personalmente quella che mi ha spinto ad affrontare prima Santiago e poi Roma, lungo la Francigena, è stata spirituale. Molti confondono il termine spirituale con religioso. Io invece ritengo che siano due concetti ben distinti l'uno dall'altro.
Spiegaci la differenza, secondo il tuo punto di vista
Il cammino di Santiago e la via Francigena mi sono serviti per conoscermi meglio e per rendermi effettivamente conto che grazie alla forza di volontà ognuno di noi può raggiungere e superare i propri limiti. Ed è proprio questo il messaggio che, dopo avere concluso la Francigena, da Siena a Roma, voglio lanciare a tutti. Non lasciati condizionare dalle debolezze che ognuno di noi ha. Affrontatele con uno spirito positivo. Solo così possono essere superate.
Fra il Cammino di Santiago e la Via Francigena quale hai apprezzato di più ?
Il cammino di Santiago è bello, certamente, ma la via Francigena è meravigliosa. In Italia abbiamo la possibilità di vivere in posti magnifici.
Vivi proprio sulla Via Francigena?                                                                                                                         Si, abito a Castiglione Torinese, in provincia di Torino, proprio lungo un tratto previsto dal percorso.
Hai progetti in corso per la valorizzazione della Via Francigena?
Rientrato da Roma ho deciso di impegnarmi per valorizzare la Via Francigena nella mia zona, unendo la storia della via a quella locale. Assieme a Giada Boasso ed all'associazione Pulchra Rada (che si occupa di far conoscere la storia dell'abbazia di Santa Maria di Pulcherada a San Mauro, paese che si trova lungo la via, prima di Castiglione, provenendo da Torino), stiamo elaborando un progetto, che entro il mese di dicembre presenteremo a tutte le Amministrazioni comunali della zona, con la speranza che possa essere accettato e preso in considerazione.

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